Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non vale più per l’espatrio, qualunque sia la scadenza scritta sul retro: per uscire dall’Italia servono la nuova carta d’identità elettronica (CIE) o il passaporto. Lo conferma la Farnesina (16 giugno 2026). Se sei iscritto all’AIRE, oggi la CIE si chiede al consolato o in qualsiasi Comune italiano.
Aggiornato il 30 ottobre 2026 · Redazione
In breve
- Dal 3 agosto 2026 la cartacea non vale per l’espatrio, anche se non è scaduta.
- In Italia, fino al 31 gennaio 2027, resta utilizzabile con la PA, la sanità, la banca e la posta (DL 108/2026).
- Dal 1° giugno 2026 chi è iscritto all’AIRE può chiedere la CIE in qualsiasi Comune italiano, oltre che al consolato.
- In caso di urgenza, solo il Comune (non il consolato) può rilasciare un documento provvisorio valido 6 mesi al massimo.
- Prima di tutto controlla AIRE aggiornata e codice fiscale validato.
La carta d’identità cartacea vale ancora per viaggiare?
No: dal 3 agosto 2026 non è più un documento valido per l’espatrio, nemmeno verso un Paese UE. Lo prevede il Regolamento (UE) 2019/1157, che ha fissato la fine delle carte non leggibili a macchina, come ricorda l’ambasciata a Copenaghen.
Il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, art. 11 (Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2026, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2026, n. 142; testo vigente verificato il 30 ottobre 2026 su Normattiva), lascia alla cartacea non scaduta un uso limitato: fino al 31 gennaio 2027 vale per accedere a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, nei rapporti con la pubblica amministrazione (consolati compresi, precisa il Consolato di Boston), per ricevere posta e atti giudiziari e per le operazioni in banca o alla posta. Per salire su un volo internazionale, no.
Dove chiede la CIE un italiano iscritto all’AIRE?
Al consolato della tua circoscrizione oppure, dal 1° giugno 2026, in qualsiasi Comune italiano: lo prevede la legge 19 gennaio 2026, n. 11, art. 5 (GU n. 28 del 4 febbraio 2026), come spiega anche il Consolato di Colonia. In entrambi i casi serve essere già iscritti all’AIRE con i dati aggiornati.
| Consolato | Comune italiano | |
|---|---|---|
| Prenotazione | Prenot@mi o canale del consolato | Agenda CIE del Ministero dell’Interno o accesso diretto, se il Comune lo consente |
| Condizione in più | residenza nella circoscrizione consolare | nulla osta del Comune di iscrizione AIRE, se è un altro Comune |
| Consegna | per posta all’indirizzo estero | ritiro in Comune o spedizione all’estero |
| Documento provvisorio urgente | no | sì, per motivi documentati |
Fonti: Farnesina, pagina Carta d’identità e allegato tecnico alla circolare DAIT 54/2026, consultati il 26 ottobre 2026.
Il Comune conviene se torni in Italia per le feste e il tuo consolato ha agende piene; il consolato, se non hai viaggi in programma.
Come funziona la richiesta al consolato?
Si prenota online e ci si presenta con fototessera e documento: secondo la Farnesina (pagina consultata il 26 ottobre 2026), tra la richiesta e l’appuntamento passano almeno 15 giorni, usati per controllare i dati anagrafici. Le attese reali dipendono dalla sede: il Consolato di Basilea, per esempio, indica attese di «circa un mese» (pagina consultata il 26 ottobre 2026).
All’appuntamento porti una fototessera conforme alla normativa ICAO e un documento di riconoscimento (in mancanza, due testimoni); per i minori serve l’assenso di entrambi i genitori. Sempre secondo la Farnesina, al consolato la CIE costa 21,95 euro per primo rilascio o rinnovo e 27,11 euro per un duplicato dopo furto o smarrimento, e viene spedita per posta a partire da 15 giorni dall’invio in produzione, con tempi che variano per Paese. Se sei nato all’estero, il tuo atto di nascita deve essere già trascritto in un Comune italiano.
Cosa fare se parti a breve e non hai la CIE?
Se hai un passaporto valido, usa quello. Altrimenti, solo un Comune italiano può rilasciarti, per motivi d’urgenza documentati, un documento provvisorio valido per l’espatrio: dura al massimo sei mesi, non è rinnovabile e va restituito quando ritiri la CIE (DL 108/2026, art. 11, commi 3 e 4, possibilità prevista fino al 31 dicembre 2027).
Attenzione: lo stesso decreto avverte che il provvisorio può non essere accettato da alcuni Stati esteri. Prima di partire controlla la scheda del Paese su Viaggiare Sicuri e chiedi al Comune quali documenti dimostrano l’urgenza. Il consolato non lo rilascia.
Prima di partire: la checklist
- Verifica che l’iscrizione AIRE e l’indirizzo estero siano aggiornati (le variazioni si fanno sul portale Fast It, ricorda l’ambasciata a Stoccolma).
- Controlla di avere il codice fiscale validato.
- Prepara una fototessera ICAO.
- Se chiedi la CIE in un Comune diverso da quello AIRE, chiedi prima il nulla osta.
- Prenota con anticipo, soprattutto prima di Natale.
- Valuta una copertura sanitaria per soggiorni lunghi fuori dal SSN.
Cosa ne pensano gli italiani all’estero?
Opinioni di utenti, non verifiche della Redazione.
- Su X @LecisNazareno accoglie con favore la possibilità di chiedere la CIE in un Comune, perché nei consolati, scrive, ottenere un appuntamento è «spesso quasi impossibile» (post, 21 agosto 2026).
- Su X @antoniopaddeu, iscritto all’AIRE a Barcellona, racconta di essere dovuto tornare in Italia per fare la CIE dopo mesi senza risposta dal consolato (post, 9 agosto 2026).
- Un utente su r/italy spiega di aver cambiato la carta già ad agosto 2025, sapendo della scadenza per l’espatrio (thread, 17 dicembre 2025).
Domande frequenti
Fino a quando è ancora valida la carta d’identità cartacea in Italia?
Per l’espatrio non vale più dal 3 agosto 2026. In Italia, se non è scaduta, il DL 108/2026 consente di usarla fino al 31 gennaio 2027 con la pubblica amministrazione, la sanità, la previdenza, le banche e la posta; nei contratti firmati entro il 3 agosto 2026 in cui è stata usata per identificarti resta valida, per quel contratto, fino alla scadenza. Per gli altri documenti da sistemare prima di partire, leggi i primi passi.
Cos’è il nulla osta per la CIE AIRE in Comune?
È l’autorizzazione che il Comune di iscrizione AIRE deve dare quando chiedi la CIE in un altro Comune italiano, secondo l’allegato tecnico alla circolare DAIT 54/2026. Se fai domanda proprio nel tuo Comune AIRE non serve. Chiedilo per tempo, prima dell’appuntamento, soprattutto se torni solo per pochi giorni. Se rientri in aereo, ripassa anche i tuoi diritti di passeggero UE.
La CIE fatta in Italia può essere spedita all’estero?
Sì. Secondo il Consolato di Colonia, chi è iscritto all’AIRE e fa domanda in un Comune italiano può ritirarla allo sportello oppure chiederne la spedizione all’estero, con le stesse modalità previste per le domande fatte al consolato. Indica un indirizzo affidabile: in caso di mancata consegna, il plico torna indietro. Se viaggi molto, conviene anche una eSIM per restare raggiungibile.
Come recupero PIN e PUK della CIE dall’estero?
Il PUK si recupera dall’app CieID, su uno smartphone con NFC, inserendo il numero di serie della carta e l’e-mail o il cellulare comunicati al Comune o al consolato: dopo 48 ore arriva la notifica per visualizzarlo (portale CIE, consultato il 26 ottobre 2026). Con il PUK imposti un nuovo PIN. Senza contatti registrati serve la ristampa in un Comune. Per usare la CIE con fisco e INPS, vedi la guida alla Partita IVA.
Articolo informativo, non consulenza legale: regole lette il 26 ottobre 2026 su Gazzetta Ufficiale, Normattiva, Farnesina, Ministero dell’Interno (DAIT) e siti consolari. Le procedure cambiano da sede a sede: verifica con il tuo Comune o consolato.
Foto di copertina: Marta Branco / Pexels

